RISERVA DEL TEVERE FARFA

 

LUNGO LE RIVE DEL TEVERE: LA RISERVA DEL TEVERE FARFA

Nella media valle del Tevere, tra il ponte di Montorso e la diga di Meana, in corrispondenza della confluenza del torrente Farfa, si estende su un'area di 700 ettari una tra le più interessanti zone umide del Lazio, la Riserva Naturale Regionale Tevere Farfa. La riserva si colloca per le sue caratteristiche tra le "zone umide di interesse" . Questa area protetta è stata istituita nel 1977 in base alla legge regionale sui Parchi e Riserve ed è gestita da un consorzio che comprende i comuni di Nazzano e Torrita Tiberina. Le particolarità dell'ambiente sono legate al bacino lacustre creato dallo sbarramento artificiale del corso del Tevere, cioè alla realizzazione di una diga progettata dall'ENEL per alimentare i generatori di una piccola centrale idroelettrica. L'area di maggiore impaludamento, il cui cuore corrisponde alla confluenza del Farfa nel corso del Tevere, ed i terreni circostanti costituiscono il territorio della riserva e la situazione ambientale è fortemente caratterizzata dalla presenza di ampi specchi d'acqua a lento corso o stagnante. Il Tevere, nella zona di Nazzano, compie un ampio giro attorno ad un affioramento su cui è sorto il paese di Nazzano, composto di rocce di origine vulcanica più compatte dei terreni circostanti, che ha creato un'ansa al termine della quale è la confluenza del Farfa nel Tevere. Le rive, in questo tratto, sono formate essenzialmente dall'alternanza di strati di materiali alluvionali: sabbia, ghiaia ed argilla.
Molto abbondanti, in questo tratto, i depositi abbandonati dallo scorrere del fiume in occasione di piene e straripamenti. Il lento accumulo del trasporto solido del Tevere ha anche dato vita a fenomeni di riempimento a monte della diga dell'ENEL.

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