Pirati e Marinai

L'alfabeto greco giunse a Roma assai presto, già nell'VIII secolo a.C..: attraverso la mediazione etrusca i Latini accolsero l'alfabeto della città campana di Cuma (colonia calcidese) e adattarono i segni alle parole della propria lingua. Il processo di alfabetizzazione, come tutte le grandi trasformazioni intellettuali, fu dapprincipio molto lento, e nei primi tempi la cultura continuò a basarsi quasi esclusivamente sull'oralità. Dunque la scrittura era già presente nella Roma arcaica, ma limitata ad usi pratici, non letterari; ma il processo di evoluzione culturale era già avviato e presto ci rese conto degli incredibili vantaggi della scrittura: in primo luogo la possibilità di accumulare e conservare informazioni per un tempo indeterminato, superando così i limiti della memoria umana e della trasmissione orale (verba volant, scripta manent). Non è inoltre da trascurare il cambiamento fondamentale nella composizione di testi: diventava possibile rivederli, correggerli e limarli, ma soprattutto la loro diffusione aumentava vertiginosamente, dal momento che un testo scritto poteva essere letto anche in assenza dell'autore. L'alfabeto latino classico constava di 24 lettere: A B C D E F G H I K L M N O P Q R S T U V X Y Z. 

Aveva quindi tre lettere in più rispetto a quello italiano: la K, la X e la Y.

Molti esempi di scrittura latina sono rintracciabili presso il Foro romano