Pirati e Marinai

Alla metà del V secolo a.C. risale l’opera del primo grande storico greco, Erodoto di Alicarnasso. Leggendo il brano qui riportato, puoi ritrovare molte indicazioni relative alle attività dei Fenici, così come erano conosciute nel mondo antico. Tra l’altro, nota come i Fenici non avessero scrupoli a rapire le donne e a venderle come schiave. "I dotti persiani sostengono che i Fenici, dopo esser giunti dal mare chiamato Eritreo (l’attuale mar Rosso) ed essersi stanziati in quella regione che ancor oggi abitano, subito si diedero a lunghi viaggi per mare, e trasportando mercanzie egizie e assire giunsero anche ad Argo. E Argo in quel tempo era la più importante città della Grecia. Qui giunti misero in vendita il carico. E qualche giorno dopo, quando avevano già venduto quasi tutto, vennero sulla riva del mare molte donne, e fra esse la figlia del re. Esse, fermatesi presso la poppa della nave, acquistavano alcune merci, quando i Fenici, incitatisi l’un l’altro, si lanciarono su di loro. La maggior parte delle donne riuscì a fuggire, ma la figlia del re e altre furono rapite. E i Fenici, imbarcatele sulla nave, se ne partirono salpando alla volta dell’Egitto."I Fenici agirono prima come commercianti scambiando i prodotti delle regioni vicine; quindi passarono a vendere anche ciò che loro stessi producevano: porpora, oggetti di vetro lavorato, legname, tessuti. La loro rete commerciale si allargò a tutto il Mediterraneo. Le carovane che viaggiavano per via di terra giungevano invece fino ai monti del Caucaso, alla Persia, all’Arabia e talvolta fino all’India.

da Erotodo 

 

statuetta fenicia